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Storia

Nella nostra Borgata, lo scautismo arrivò negli anni 20. Di questa prima comparsa ci sono però solo alcuni rari documenti fotografici e alcune dirette testimonianze (non esistono scritti).
Quel che certo è che nel 1928 subì la stessa sorte di tutti i movimenti e le associazioni non conformi al Regime fascista e fu sopresso.
In seguito si ricomincia a parlare di scautismo solo quando, al termine della seconda guerra mondiale, la Parrocchia si trova nella primavera/estate del 1945 a dover ristrutturare l’Oratorio mal ridotto dalla guerra. Una delegazione parrocchiale si presenta al Generale americano responsabile delle forze di occupazione, con sede in Rovereto, per chiedere eventuali aiuti (in materiali) per la ricostruzione dell’edificio. Vuoi per le difficoltà della lingua, vuoi per l’accortezza dell’interprete nel capire le esigenze espresse, sta di fatto che il Generale americano, alla richiesta se ci fosse qualche associazione riconosciuta a livello internazionale, quali gli scout, ecc., ebbe la risposta affermativa che a Mori gli scout c’erano, eccome! Avuta così l’autorizzazione a prelevare dai magazzini militari il materiale da costruzione, la delegazione tornò a casa soddisfatta della missione ma con “la preoccupazione” di creare questi “scout”. Fu nominato responsabile pro tempore del gruppo Domenico Galassi.
Questo fu lo spunto per l’avvio e nel settembre dello stesso anno, dopo una conferenza tenuta ai genitori, vi fu ampia richiesta di partecipazione di giovani. Si avvia così, sotto la responsabilità di Vittorio Ballarini, Capo reparto, coadiuvato dal fratello Rino, la nuova associazione  ASCI, adottando per il fazzolettone i colori rosso, simbolo del martirio di S. Stefano, e il blu, simbolo della nobiltà d’animo dei cavalieri.
Il gruppo, composto da lupetti, esploratori e rover, continua le proprie attività sotto la direzione di Rino Ballarini e successivamente di Sergio Mozzi, fino al 1963.
 Nel 1969 Giuliano Vinotti, su invito di Rino Ballarini, riprende l’attività aprendo il riparto, in seguito coadiuvato dagli aiuti capo Franco Colpo e Luigi Sansoni, i quali nel 1972 aprono la branca lupetti. �
 Nel 1971 ad opera di Carmen Borzatti (già scolta nel gruppo di Rovereto), viene fondata per la prima volta l’AGI (Associazione Guide Italiane), con l’apertura del Cerchio di coccinelle, coadiuvata dalle prime capo, Gabriella Borzatti e Martinelli Maria, mente l’anno seguente nasce il riparto di guide.
Nella nostra borgata le due associazioni, hanno sempre collaborato assieme per la formazione Capi, diventando precursori di quello che sarebbe avvenuto nel 1974 con la fusione delle due associazioni cattoliche, nell’AGESCI.
Dal 1974 ad oggi la presenza dell’associazione è stata costante.

Attualemente il Gruppo Scout Mori 1 raccoglie 106 ragazzi/e suddivisi in branche per età e guidati da una ventina di capi adulti.
Nei due gruppi di lupetti, il Branco “Occhio di Primavera” e il Branco “Rupe della Luna” una cinquantina fra bambini e bambine dagli 8 agli 11 anni, hanno modo di scoprire nell’ambiente fantastico della Giungla, i valori che servono per affrontare gioiosamente la vita, attraverso il gioco e l’amicizia. L’impegno è quello di fare del proprio meglio, sperimentando un modo di vivere insieme e assumendo graduali responsabilità.
32 ragazzi/e fra gli 11 e i 15 anni, suddivisi in squadriglie, tre maschili e tre femminili formano il Reparto “Andromeda”. Ogni squadriglia in autonomia si riunisce, decide le imprese, si procura i fondi e i materiali per realizzarle. Insieme si vive l’avventura all’aria aperta, si gioca, si approfondiscono le tecniche scout e ci si prepara ad essere persone leali e responsabili come propone la Legge Scout.
Oltre il Reparto troviamo il Clan “La sorgente” composta da 24 giovani dai 16 ai 21 anni. E’ l’ultima tappa del percorso educativo scout: si vive l’esperienza della strada, ci si confronta sui temi delle grandi scelte, si prendono impegni per svolgere un servizio concreto verso il prossimo.
Le esperienze e i valori affrontati nel cammino di crescita vengono finalizzati alla formazione di persone solide e solidali, pronte a continuare con la Partenza, la loro strada della vita, nello stile dei valori cristiani e scout che si sono sperimentati, con l’intento di “lasciare il mondo un pò migliore di come lo si è trovato”.
Ogni Branca è gestita da capi adulti che costituiscono la Comunità Capi abbreviata in Co.Ca., che non è solo uno strumento organizzativo, ma una comunità di adulti che condividono scelte, valori e un progetto educativo.
Accanto al Gruppo Scout a Mori, esistono due comunità MASCI (Movimento adulti scout cattlici italiani): la comunità “S.Stefano” nata nel 1982 e la comunità “Il Gelso” sorta nel 1996 che vivono da adulti i valori dello scautismo, primi fra tutti il servizio attivo e la formazione permanente.